Meditazioni

Domenica 2 agosto 2026

Questa domenica è un tripudio dell’Amore di Dio per l’umanità: dalla prima lettura dove il profeta Isaia, voce di Dio per il popolo, invita chiunque sia assetato o affamato ad accostarsi al Signore, alla seconda lettura dove San Paolo compone questo magnifico inno alla forza dell’amore di Dio che non può essere vinto né sottratto dalle molteplici tribolazioni della vita, passando per il salmo 144 dove Dio appare un cuore materno e paterno, sempre pronto a spendersi perché non manchi il necessario ai propri figli. A coronare tutto il vangelo di Matteo con la moltiplicazione dei cinque pani e dei due pesci per sfamare una folla intera. Amore che non è sentimentalismo ma azione, risposta concreta a bisogni reali di noi, uomini e donne, impegnati a vivere su questa terra.
C’è un passaggio del Vangelo che è fondamentale e che l’evangelista sottolinea con forza: Gesù si era ritirato in disparte ma la folla lo segue e Lui vede e prova compassione! Da qui l’azione di guarire e decidere di sfamare tutti. Bellissimo che proprio Lui, figlio di Dio e vero uomo, provi questo sentimento così umano. Non è solo suo, è il sentimento di Dio Trinità verso il suo popolo sparso sulla terra. Il volto corrucciato e scontento di Dio verso di noi per le nostre malefatte lascia spazio a quello di un cuore che, come afferma San Paolo, è pervaso di sentimenti nobili e per questo non conosce i sentimenti tossici della rabbia ma sa far vincere l'amore misericordioso e capace di valorizzare e dare ancora fiducia e speranza alla nostra umanità. Abbiamo bisogno, come credenti e come chiesa, di spendere sempre nuove energie per testimoniare questo lato caratteristico di Dio! Di fronte al male, di fronte alla sofferenza e anche di fronte agli errori di cui siamo capaci, possiamo chiedere la grazia di poter mettere da parte anche noi i giudizi, il senso di vendetta e i rancori, per lasciare spazio alla compassione che risana ed educa ad una Vita sempre nuova. La compassione che prova Gesù è per la gente lì radunata: non per i discepoli, ormai suoi amici, non per Maria che è sua madre, ma per la gente comune! Siamo capaci di compassione verso gli affetti più cari (e neanche questo è sempre scontato) ma sappiamo amare così tanto da sentirla anche per coloro che non conosciamo ma sono parte con noi di questo tempo? Sappiamo fare spazio alla compassione per chi non appartiene alla cerchia delle nostre conoscenze, del nostro paese, delle categorie che abbiamo costruito come strutture inamovibili? Un primo passo di questa domenica potrebbe essere proprio quello di piegare le ginocchia per chiedere al Signore che converta il nostro cuore alla compassione verso chiunque, come forma di amore che risana e plasma a nuova Vita noi innanzitutto e poi coloro che incontriamo.
Significativo poi come Gesù inviti i discepoli ad essere protagonisti della risposta alla fame della gente, non solo a parole ma con la concretezza di chi vuole fare la differenza! Venerdì abbiamo celebrato la memoria di sant’Ignazio di Lojola e un canale Whatsapp di spiritualità che seguo ricordava una sua affermazione: “prega come se tutto dipendesse da Dio, lavora come se tutto dipendesse da te!” Gesù ai discepoli chiede proprio questo: fiducia in Lui e operosità verso gli altri. Condividere i pochi pani e pesci per i dodici, significava togliersi di bocca ciò che era sicuro per farlo diventare cibo per tutti. Lo fanno per fiducia in Lui e funziona!
Quale fame oggi ci interpella? Quale necessità non possiamo demandare ma siamo chiamati a prendere sulle nostre spalle? La solitudine degli anziani, la fatica di arrivare a fine mese di molte famiglie, lo spaesamento di alcuni giovani, la determinazione di molti stranieri venuti in cerca di una vita più dignitosa.. Di fronte alla fame di oggi possiamo interpellare la politica (ed è necessario farlo), le istituzioni, ma possiamo anche decidere di scendere in campo: basta un pane o un pesce! Basta un po’ di tempo, uno sguardo diverso, una scelta coraggiosa come famiglia, come credente, e la fiducia che niente è impossibile al Dio capace di compassione amorevole verso tutti. Oggi è evidente che Gesù non ci chiede di essere spettatori dei miracoli di Vita di cui è capace ma ci chiede di esserne protagonisti con Lui. Una rivoluzione per il nostro stile di vita, una rivoluzione per il modo in cui facciamo le nostre scelte ma anche l’unico modo per essere quel cambiamento di umanità oggi più che mai necessario!
Nel salmo responsoriale ripetiamo “Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente”. Ma, stando al Vangelo che ascoltiamo, Lui ci potrebbe rispondere: “Metti tu nella mia mano ciò che serve, e io saprò renderlo ricchezza che sazia ogni vivente”

Is 55,1-3 Sal 144 Rm 8,35.37-39 Mt 14,13-21