Nel mese di agosto vi proponiamo una breve rassegna di quattro testi di mons. Giovanni Nervo, sacerdote, fondatore di Caritas Italiana e testimone appassionato della carità vissuta come stile di Chiesa. Un’occasione per conoscere più da vicino il suo pensiero e lasciarci provocare dalla sua capacità di leggere i bisogni del tempo con uno sguardo evangelico, attento alle persone e alle comunità. Quattro brevi letture per riscoprire un’eredità ancora oggi attuale.
Quando pensiamo a Caritas subito riconosciamo una grande operosità: servizi, progetti, ascolto, accompagnamento delle persone che occupano quotidianamente energie e risorse. Ma una domanda può aiutarci a riflettere: ciò che facciamo nasce e costruisce davvero comunione, oppure rischia di fermarsi all’efficienza delle opere?
In questo secondo appuntamento con mons. Giovanni Nervo ci ricorda ciò che è essenziale e come il nostro impegno quotidiano sia chiamato a essere non solo un “fare per”, ma soprattutto un “camminare con”, generando legami che rendono visibile il volto della Chiesa.
Spiritualità
La Chiesa comunità fatta per vivere la comunione come riflesso della vita intima della santissima Trinità: è il tema dei vescovi italiani hanno posto al centro della riflessione della comunità cristiana in questi ultimi anni. È riscoperta del ministero intimo della Chiesa propostaci dal concilio.
La carità è l’anima di una comunità che vive in comunione. I protagonisti sono Dio e l’uomo; la Chiesa è uno strumento per aiutare gli uomini a vivere in comunione con Dio e tra di loro. È veramente una Chiesa a servizio dell’uomo. I riflessi operativi di questa linea in un programma di rinnovamento pastorale sono molto concreti.
La comunione ha la priorità sull’organizzazione: la Chiesa vive secondo il progetto di Cristo, non tanto se ha molte opere, se è un’azienda bene organizzata e molto efficiente, ma se realizza un alto grado di comunione tra i suoi membri; perciò i rapporti sono una cosa importante nella vita della Chiesa, sia quelli invisibili che si realizzano nella preghiera e nel sacrificio, nel mistero del corpo mistico di Cristo, sia quelli visibili del vescovo con i suoi preti, dei preti con il vescovo e tra di loro, dei laici con i loro preti e tra di loro, dei religiosi nei rapporti interne delle loro comunità e con la più ampia comunità cristiana. È qui che si costruisce la comunità, che si promuove l’uomo immagine di Dio, figlio di Dio; o si mortifica l’uomo, si blocca la comunione e si distrugge la comunità.
G. Nervo, Chiesa comunità di fede, di preghiera, di carità, Messaggero, Padova 2011, 58-59.

